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Un bestione a 4 zampe chiamato:

Taro

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Origine del nome Taro

Taro – per chi ha visto il vecchio film Antartika (ed ha pianto di sicuro) – è un nome certo non nuovo, neppure per i Nipponici dato che da loro è un nome ricordato come sinonimo di  valorosità, associato ad un antico cane eroe.

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Si ma… Taro chi è?

Taro è anche il nome che ho scelto per il mio amico peloso, molto peloso considerando che è un gigante di 40 kg. È un pastore tedesco, ma vi racconterò di lui.

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Nel 2020 persi 2 cani, Kelly, una bellissima Pastorella tedesca, figlia e nipote di due valorosi cani poliziotti di Abbasanta, uno spettacolo di cane, come ogni pastore tedesco che si rispetti, fuori taglia, sia fisicamente che di cuore. Rimarrà sempre indelebile nei miei ricordi e nella mia vita. Kelly ci lasciò nel caldo torrido di Oristano, probabilmente per un infarto. Con lei si spense anche un angolo del mio cuore, accendendo una marea di sensi di colpa che porterò a lungo con me ma ..questa è una storia che racconterò probabilmente in un futuro, non oggi.

Qualche mese prima “persi” anche Brinca, lei fortunatamente è viva e pimpante nonostante le sue primavere. Come mai questo ossimoro? Ho scritto che la persi in quanto preferii che rimanesse con la sua padroncina dopo la mia separazione. Ho sofferto tantissimo.

Per Brinca intendo.

Quando la vedo entro in un turbinio emozionale e mi chiedo sempre se ho fatto bene o male ma forse è meglio cosi, lei sta bene, non le manca nulla . A me invece manca tantissimo la sua dolcezza, la sua affettuosità sincera e l’amore incondizionato che solo un cane può e sa darti.

Magari degli altri miei cani ve ne parlerò in un secondo momento, ora vorrei parlarvi del mio figliolo peloso.

Come dicevo, questo bestione si chiama Taro, ci siamo scelti in modo strano e viscerale, credo che ogni cane che si sceglie con il suo amico umano ha una storia unica e noi non potevamo essere da meno.

Vorrei fare una doverosa piccola premessa. Prima di prendere Taro cercavo un cucciolo, un maschietto di Pastore Tedesco presso canili o strutture simili adibite al recupero di animali in difficoltà. C’erano diversi motivi per i quali cercavo un cucciolo, maschio, di Pastore Tedesco.

Innanzitutto cercavo un maschietto in quanto sono contrario alla sterilizzazione, preferisco fare una scelta accurata con dei sacrifici in più nell’accudimento piuttosto che togliere loro ciò che madre natura gli ha donato.

Cucciolo invece perché volevo che si abituasse a me ed al vivere in van fin da subito, insomma volevo creare un gitano a 4 zampe. Con Taro non ho fatto alcun tipo di fatica in quanto sembra nato per viaggiare, lo ha dimostrato fin dal primissimo momento e dal primissimo viaggio dalla sua casa natale alla mia, alla sua nuova casa.

Vi racconterò in un video dedicato come andò.

Giusto, perchè cercavo un Pastore Tedesco? Per me il Pastore Tedesco è il cane per eccellenza, seppur ami tutti i cani, quelli di pura razza così come i meticci, tipo Brinca o Briganti Bau che era incrocio tra Pastore Tedesco e Pastore Maremmano.

I mesi passavano e non riuscivo a trovare un cucciolo nonostante le numerose strutture visitate quando – aiutato da un amico – trovai un annuncio dove veniva presentata la famigliola di Taro. La sua foto, la prima foto che vidi, mi colpì, era assieme agli altri fratelli ma l’occhio cadde solo su di lui.

Confesso che – ma non diteglielo che poi mi mangia la ciabatta – era il meno bello della cucciolata. Forse era questo ad avermi colpito? I suoi occhietti, il suo musetto buffo, la sua postura – sempre seduta, quasi da scazzato – mi ha fatto innamorare di lui. Come si dice.. amore a prima vista no?

E fu così che scelsi lui, confermandolo al suo vecchio “padroncino”.

L’attesa per andarlo a prendere era snervante, una tortura, era come se avessi dato l’appuntamento alla donna più bella ed intelligente del pianeta, ma dovevo aspettare il giorno, se non erro una ventina di giorni. Un infinità di tempo.

Guardavo ad ogni ora del giorno le sue foto nel telefono, una in particolare era la mia preferita, QUESTA:

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Ancor oggi è lo sfondo del mio telefono!

In quei giorni ero la tortura dei miei amici, oramai tutti conoscevano Taro ancor prima del suo arrivo e ne erano già come stregati, innamorati e – ogni volta che mi vedevano – mi chiedevano quando sarebbe arrivato.

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Povero Paolo!

Paolo quasi mi odiava, mi supplicava di tornar a parlare di donne, cosi cambiavo argomento. Quando lo vide si propose però come suo padrino, cedette anche lui ed ora quando si vedono diventano due amici inseparabili ma.. procediamo con ordine.

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In quel periodo ero senza auto, non volevo acquistarne una in quanto stavo già cercando il camper, pertanto i giorni passavano scroccando passaggi a destra e a manca, vittime dello sfinimento le anime buone disposte a prestarmi un mezzo non mancavano mai.

Ma ora, secondo voi, chi avrebbe potuto mai accompagnarmi ad Oristano all’incontro con il pelosetto del mio cuore?

E certo! Con la sua Pandina camperizzata (era il destino di taro viaggiare e vivere in camper) mi accompagnò Paolo, quell’anima buona che sempre mi scorrazzava o mi prestava l’auto.

I preparativi furono degni delle migliori comiche, trovare una scatola sufficientemente grande per fargli da cuccia durante il viaggio fu un’impresa non da poco ed il pensiero fisso era: “E se gli battezza la macchina a Paolo?”.

Finalmente arrivò il giorno, è inutile dire che per l’emozione non chiusi occhio, provai a fare un video ma l’emozione fu talmente tanta che venne fuori una c.. cosa non bella. La cosa importante in ogni caso era Taro, questo nostro incontro, la “paura” del non essere di suo gradimento, insomma, ero in panico, manco al mio primo appuntamento fui così stralunato. Poi capii il perché, della cucciolata era rimasto solo lui ed un suo fratellino. Entrammo nel cortile di casa, dove in un angolino vi erano lui ed il suo fratellino e, mentre il padroncino faceva le dovute presentazioni, questo arrivò e si sdraiò sulla mia scarpa, come a dire: “ti ho scelto, mi piaci, voglio venir via con voi”.

Non vi dico quanto fui felice in quel momento nel vedere questo batuffolo di pelo poco più grande della mia scarpa. Poco dopo fece la stessa cosa con Paolo, sono convinto si sciolse anche lui e che fu proprio in quel momento che decise di prendersi l’onere e l’onore di fargli da padrino.

Salimmo in auto, lo sistemai nel suo comodo giaciglio e partimmo, qualche lamento fisiologico ma, neanche il tempo di uscire dal paese che si era già addormentato sui miei piedi, eppure giuro che me li lavai prima di partire!

Qualche piccola sistemazione per trovare la posizione giusta e… da non crederci, russava già come un grande. Dormiva profondamente, rilassato, come se avesse viaggiato fin dal suo primo giorno, da non crederci. All’incirca a metà strada, verso Nuoro, si alzò, si stiracchiò e sparì, nascosto sotto al sedile, lo controllavo con la telecamera del telefono ed indovinate come mi comunicò che stava andando tutto bene?

Esattamente, con un’altra sinfonia di russate amplificate dalla cassa armonica del vano sottostante al sedile, continuando imperterrito fino a casa, senza accusare il minimo disturbo dai 7/8 km di curve che precedevano l’arrivo, anzi, sembrava quasi ne godesse come le coccole di una mamma.

Il primo giorno a casa c’era un via vai di amici – curiosi ed innamorati – che passavano a trovarlo dispensando in abbondanti quantità coccole e giochini. Taro si sentiva accolto ed amato cone ogni animale dovrebbe essere e questo si rivelò un’arma a doppio taglio, crescendo infatti diventò sempre più un parac.. un paracadutista ruffiano.

Non vi dico il primo mese, non volevo lasciarlo solo a casa ma contemporaneamente dovevo anche uscire per fare le commissioni piuttosto che la spesa. Avevo pertanto escogitato di portarlo ovunque con me ma in un modo un po’ particolare, ossia dentro ad uno zaino, il quale indossato al contrario fungeva da marsupio.

Taro passeggiava con me, ovunque andassi, per negozi, uffici, caffè con gli amici, alla tappa fissa in gelateria ed ovunque si ripeteva la stessa scena, la coda di gente che si fermava a fargli le coccole od anche solo una carezza e lui? Secondo voi disdegnava? Questo lo rese una sorta di star a 4 zampe oltre che il parac.. sopra citato.

Giudicate voi dalla foto, riuscireste a non fermarvi a salutarlo?

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Cosa ne Pensano gli Amici

Tante cose ti dico tutti i giorni, tante cose che penso sembra che me le leggi nella mente, senti i miei stati d’animo e agisci di conseguenza, alleviando il peso dei miei pensieri o gioendo con me. Vorrei dirti tanto e scrivere di piu ma non ti comunicherei nulla che già non sai, se devo ripetermi lo faccio come sempre, giorno dopo giorno da quando ti ho incontrato, ti dico “solo” GRAZIE, GRAZIE DI ESISTERE E DI MIGLIORARE LA MIA ESISTENZA CON IL TUO AMORE.

VIV

Tour Around Road Out ovvero TARO. Giro intorno fuori strada , Niente di meno. il tuo nome scelto , in realtà è scritto nella storia che ti appartiene e apparterrà , sei e sarai il custode del tempo e della strada. Nulla a caso, il tuo padrone ed io (padrino) ti abbiamo portato da subito dopo nato in giro e sei cresciuto intorno a noi. Ora so che sei pronto perchè ovunque andrai , custode del tempo proteggerai consapevole il tuo padrone portando in giro anche un po di me che con un abbaio ricorderai a quell’essere che ti starà vicino che basterà ricordare il principio del nostro giro insieme per sentirsi sempre uniti, e quando ci incontreremo chissà dove, beh so già cosa sarà. Taro , Buon viaggio della vita, amico mio.

Paolo, il tuo Padrino

“Lasciate entrare il cane coperto di fango, si può lavare il cane e si può lavare il fango. Ma quelli che non amano nè il cane nè il fango quelli no, non si possono lavare.” Prevert.

A Taro, il paraculo più dolce che conosco, non perdere mai quella luce negli occhi!

Nonnedda